Orientarsi tra dimensione d’impresa e calcolo de minimis

“Conoscere la propria dimensione d’impresa e gestire correttamente il calcolo de minimis: questa è la base per accedere alle migliori opportunità di finanziamento.”

 

Quando si parla di aiuti di Stato e incentivi per le imprese, esistono due concetti particolarmente importanti: la dimensione d’impresa e il calcolo de minimis. Questi due aspetti sono determinanti per l’accessibilità a incentivi e agevolazioni riservati alle PMI, hanno un impatto sui massimali di aiuto e aiutano a prevenire errori burocratici e sanzioni. Ma di cosa si tratta e perché la tua azienda dovrebbe effettuare questi calcoli?

Cos’è la dimensione d’impresa

“La corretta definizione della dimensione aziendale apre le porte ai finanziamenti migliori.”

La dimensione d’impresa si determina attraverso parametri quali il numero di dipendenti e i dati economico-finanziari (fatturato annuo o totale di bilancio). Questo criterio definisce tre categorie di dimensione principali:

  • Microimprese, con meno di 10 dipendenti e fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a 2 milioni di euro
  • Piccole imprese, hanno meno di 50 dipendenti e fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro
  • Medie imprese, contano meno di 250 dipendenti, un fatturato annuo fino a un massimo di 50 milioni di euro o totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro

Perché è importante definire la dimensione d’impresa? Semplice, esistono diversi incentivi e agevolazioni che sono riservati alle PMI, le quali devono dimostrare di rientrare nei parametri di dimensione stabiliti dall’Unione Europea. Definire correttamente la propria dimensione evita errori nelle domande di finanziamento che potrebbero determinare l’esclusione dal bando.

Cos’è il calcolo de minimis

“Ogni impresa deve conoscere il proprio limite de minimis per cogliere le migliori opportunità di crescita.”

 

Il calcolo de minimis determina l’importo totale degli aiuti di Stato ricevuti da un’impresa e serve a non superare il limite massimo consentito dalle normative europee. Secondo il regolamento de minimis dell’Unione Europea, infatti, un’impresa può ricevere fino a 300.000 euro di aiuti pubblici nell’arco di tre anni a partire dalla data di calcolo senza che questi siano considerati distorsivi della concorrenza e senza la necessità di notifica preventiva alla Commissione Europea. Questo limite si applica complessivamente a tutti gli aiuti ricevuti, anche se erogati da enti diversi e relativi a progetti differenti.

Il calcolo deve tenere conto di tutte le sovvenzioni e contributi ricevuti dall’impresa principale e dalle eventuali imprese collegate o controllate, anche se con sede in paesi differenti, e del totale cumulato dei finanziamenti ricevuti negli ultimi tre anni. È molto importante eseguire questo controllo, per evitare di superare la soglia e incorrere in eventuali sanzioni o richieste di restituzione degli aiuti ricevuti.

Perché il calcolo de minimis e la dimensione d’impresa sono fondamentali per Opportunity Manager

“Conoscere la propria dimensione e calcolare il de minimis sono i pilastri di una strategia di crescita efficace.”

 

Esistono alcune criticità, riscontrabili principalmente nelle relazioni tra imprese, poiché è necessario sommare i dati finanziari di tutte le entità collegate. Questo influenza la classificazione dell’impresa e limita l’accesso ad alcune agevolazioni. Inoltre, come abbiamo accennato, se un’impresa fa parte di un gruppo, è importante considerare il totale degli aiuti de minimis ricevuti da tutte le imprese correlate, quindi il calcolo risulta più complesso, in modo particolare per chi è presente su territorio internazionale.

Va da sé che le PMI – grazie alle loro dimensioni ridotte – abbiano un accesso più facilitato a molte forme di aiuto e incentivo, tuttavia è sempre necessario un corretto calcolo della dimensione d’impresa e del de minimis per pianificare alla perfezione le richieste di finanziamento e massimizzare il vantaggio.
A questo punto può essere utile capire quali siano le differenze tra un’impresa unica de minimis e una PMI. Esistono tre criteri principali che aiutano a comprendere questo aspetto, ovvero l’impresa unica de minimis:

  • ha una partecipazione anche inferiore al 25%
  • è locata in un unico Stato
  • si presume sia soggetta a un’influenza dominante qualora alcune tipologie di investitori non intervengano direttamente o indirettamente nella gestione 

 

In questo contesto è determinante, tra le altre cose, comprendere le definizioni, distinguere tra “impresa unitaria” e “gruppo” secondo le normative vigenti e semplificare il calcolo sintetizzando i dati aggregati per riconoscere rapidamente la dimensione effettiva dell’impresa. Il modo migliore per riuscirci è di certo affidarsi a esperti del settore come Opportunity Manager, per evitare errori e ottimizzare l’accesso ai finanziamenti. Infatti, servono competenza e precisione per il calcolo della dimensione d’impresa e del de minimis: gli specialisti delle opportunità supportano le imprese in ogni fase di questo percorso, in più garantiscono una consulenza completa per l’accesso agli incentivi e la pianificazione strategica.

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